Come affrontare il Black Friday
Come ogni anno, i consumatori aspettano le imperdibili offerte del Black Friday, una brutta abitudine americana, molto diversa dai saldi, che abbiamo importato in maniera acritica. Come deve affrontarla un negoziante?
Come ogni anno, i consumatori aspettano le imperdibili offerte del Black Friday, una brutta abitudine americana, molto diversa dai saldi, che abbiamo importato in maniera acritica. Come deve affrontarla un negoziante?
"L’Ingrosso tra pandemia e sfide digitali: come restare competitivi nel nuovo scenario di mercato" In questo webinar affrontiamo molti temi cruciali per i tantissimi grossisti e intermediari italiani che, anche a causa dell'emergenza sanitaria in corso, riscontrano non poche difficoltà nel riprendere la propria attività e competere attraverso le leve digitali. L'evento è ospitato virtualmente dalla piattaforma Edi - Confcommercio tramite l'utilizzo del tool Cisco Webex, una piattaforma di web meeting che permette di mettere in comunicazione un elevato numero di persone.
In questo webinar affrontiamo molti temi cruciali per i tantissimi negozianti italiani che, a causa dell'emergenza sanitaria in corso, riscontrano non poche difficoltà nella ripresa della propria attività. L'evento è stato ospitato virtualmente dalla piattaforma EDI - Confcommercio tramite l'utilizzo del tool Cisco Webex, una piattaforma di web meeting che permette di mettere in comunicazione un elevato numero di persone. Gli Associati Confcommercio hanno avuto inoltre la possibilità di inviare agli esperti le foto della propria vetrina per ricevere un feedback con consigli e indicazioni su come migliorarne l'efficacia comunicativa. In questi periodi di restrizioni e chiusure forzate, infatti, dominato dalla paura del virus e dove non potremo fare tanto affidamento sull’interazione tra addetto alle vendite e cliente, l'efficacia di un buon allestimento, sia della vetrina che dell’interno del negozio, può davvero fare la differenza! Il Covid non prevarrà...
Trend tecnologici, sociali e di consumo destinati a rafforzarsi, nuove esigenze di consumatori iper connessi, restrizioni imposte per superare l’emergenza e distanziamento dai clienti. Come affrontare la più grande pandemia del nostro secolo: spunti e suggerimenti per negozianti coraggiosi
In queste settimane stiamo affrontando una situazione paragonabile solo all’influenza spagnola del 1918, ma un secolo dopo molto è cambiato, in termini di rapporti sociali, di lavoro, di consumo e, soprattutto, di strumenti tecnologici e digitali. Pertanto, se dopo la Spagnola il mondo ha sostanzialmente ricominciato dove era rimasto, non ci possiamo illudere che, finita la fase dell’emergenza, tutto tornerà come prima. Già abbiamo qualche indizio: il distanziamento sociale continuerà fino a quando sarà trovato un vaccino e questo implicherà cambiamenti profondi nell’organizzazione del lavoro e del business delle imprese. Per i negozi al dettaglio, alcuni trend, già evidenti prima del Coronavirus, saranno ulteriormente rafforzati e alcune attività da parte delle imprese aumenteranno d’importanza. Altri aspetti, che magari erano il punto di forza di alcuni negozi, saranno, invece, ridimensionati.
Gli italiani mostrano delle abitudini di acquisto alimentare molto fluide: i canali distributivi vengono scelti sulla base delle esigenze di qualità, profondità dell’assortimento, velocità e semplicità, ma anche piacevolezza dell’ambiente. Il prezzo è importante, ma non sempre. Cosa possono fare i piccoli negozianti per sopravvivere e prosperare nel mercato della spesa alimentare? Puntare sull’assortimento del fresco, sulla relazione, sulla costruzione di una esperienza di acquisto di valore, che controbilanci il prezzo di acquisto più alto rispetto ad altri canali di vendita.
Lo shopping journey è il percorso che il cliente fa per darsi una opportunità di acquisto. La fase della visita del negozio è la parte centrale del percorso, e quella più interessante nella creazione di un’esperienza di acquisto significativa e fidelizzante.
La nuova generazione di responsabili d’acquisto è sulla soglia dei vostri negozi: una ricerca Nielsen ci racconta alcune delle caratteristiche fondamentali del loro approccio alla spesa alimentare. I Millennials vogliono di più: vogliono più informazioni, più qualità, più sostenibilità, più accessibilità, più alternative. Vogliono sapere come, dove e da chi viene prodotto ciò che acquistano, vogliono sapere la storia dei prodotti che scelgono. Cercano esperienze, emozioni e condivisione, soprattutto negli acquisti e nel consumo dei prodotti alimentari. E il negozio tradizionale cosa può fare per loro?
Nel nostro Paese la spesa alimentare è ancora prioritaria, e reggono molto bene gli acquisti di segmenti alimentari detti ‘gourmet’, cioè di lusso: prodotti e marche qualitativamente superiori (premium) che vengono acquistati da un segmento di clientela alla ricerca di esperienze alimentari fuori dal comune. Come è sempre stato nel settore del vino, questa ricerca si fa oggi in altri settori della spesa alimentare, allargando quindi le opportunità di assortimenti ‘premium’ anche al negozio alimentare de-specializzato.
Un conto è andare a “fare la spesa”, un altro è andare a “fare shopping”: intuitivamente uno è un dovere, l’altro un piacere. La dimensione esperienziale positiva dello shopping è “svagante”, divertente, rilassante, si fa volentieri. La “spesa” invece è naturalmente una cosa routinaria, senza coinvolgimento emotivo, dove si cerca efficienza. Cosa possiamo imparare da quelle categorie di retailer che sono oggetto di shopping per arricchire di componenti esperienziali positive e felicitanti i negozi dove normalmente si va per “fare la spesa”? Rendiamo i nostri punti vendita memorabili ed emotivamente piacevoli, per fidelizzare il cliente ed essere più competitivi.