Come allestire le vetrine per il prossimo Natale

2369 visualizzazioni - 16 Novembre 2022 -
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Natale può valere fino al 30% delle vendite di un negozio, e le vostre vetrine nella settimana più importante dell’anno (18-24 Dicembre) devono essere perfette.

In questo articolo, primo di una serie che seguirà il calendario delle festività/occasioni commerciali in cui si devono cambiare le vetrine, saranno riportati alcuni spunti ed esempi per allestire al meglio le vostre vetrine.

Per molti negozianti il periodo di Natale è quello che salva o condanna una stagione.

La National Retail Federation (USA) stima un valore medio degli acquisti di Natale pari al 20% [1] sul totale delle vendite annue (ma alcune categorie raggiungono e superano il 30%), con oltre la metà degli acquisti nella settimana 18-24 Dicembre.

In quella settimana le vostre vetrine devono essere perfette!

Rimandando all’articolo “Prima di allestire una vetrina. Istruzioni per l’uso” per considerare gli aspetti strategici e gli obiettivi di comunicazione sottostanti all’allestimento di una o più vetrine, i pro e contro delle 3 tipologie di vetrine (vetrine aperte, chiuse o semi-chiuse) e le 10 regole da seguire per allestire una vetrina, riportiamo di seguito alcuni suggerimenti per le vostre vetrine di Natale.

Le vetrine di Natale dovranno essere programmate (calendario alla mano), considerando il numero di vetrine di cui dispone il negozio e la loro tipologia.

Ovviamente in base alle diverse categorie merceologiche di appartenenza (generi di prima necessità, alimentari, non alimentari, elettronica di consumo, abbigliamento, intimo, articoli regalo, fiori, casalinghi, profumerie, giocattoli, cartolerie, ecc…), si potranno fare scelte radicalmente diverse partendo dal proprio assortimento, considerando il posizionamento prezzo e il tipo di arredo che caratterizza il concept store (arredo classico, moderno, contemporaneo). Con la consapevolezza che sarà impossibile trovare soluzioni su misura per tutti, la metodologia e gli strumenti proposti saranno sicuramente adattabili per la maggior parte dei negozianti, al di là del genere di attività.

Per prima cosa, si suggerisce di trovare uno o più argomenti da sviluppare e proporre, sia dal punto di vista creativo (scenografia, decorazioni, vetrofanie…) che dal punto di vista commerciale (idea regalo legata al Natale), partendo da un concetto (esempio: desiderio di volersi bene, gratificandosi con un’idea regalo, per sé o per gli altri).

Ovviamente i codici colori scelti devono essere coerenti rispetto al posizionamento del negozio.

Proviamo, quindi, a suggerire 3 ipotesi di vetrine di Natale con consigli utili a ridurre il margine di errore, contemplando tutti gli elementi di comunicazione che una vetrina dovrebbe avere per stimolare il consumatore a fermarsi, osservare ed entrare all’interno del punto vendita per fare acquisti.

Un negozio tradizionale

Potrà utilizzare un codice colore rassicurante (verde/rosso), un simbolo legato al Natale figurativo (il classico abete), che potrà essere inserito in vetrina utilizzando un albero vero, addobbato, o un poster con grafica stampata.

Sarà importante prevedere, all’interno della vetrina, fondi colore coordinati (tenda rossa o pannello verde) così da creare un effetto quinta in grado di suggerire una maggior profondità dello spazio.

Eventuali basi di appoggio, tavoli o supporti per esporre il prodotto potranno essere coordinati, così rafforzare il messaggio attraverso il colore e la decorazione.

L’ingresso e le vetrine si prestano anche a essere incorniciate con rami di abete, così da presidiare lo spazio sfruttando l’immagine esterna del negozio.

Si potrebbe prevedere anche una vetrofania, con un testo (claim) di buon augurio, da applicare direttamente sul vetro.

Un negozio aggiornato

Potrà ispirarsi a un codice colore (oro/argento) a cui associare simbolicamente la luce, il calore e la luminosità legate alle festività. L’albero sarà necessariamente grafico, essenziale, più stilizzato e potrà semplicemente essere visualizzato attraverso un pannello, un poster o un banner grafico.

La cornice per le vetrine e/o l’ingresso sarà di luce calda, avvolgente, ottenuta semplicemente con fili di luce a led.

La vetrofania con un font calligrafico ma leggibile, avrà un testo in inglese così da comunicare a un target internazionale.

Un negozio trendy

Potrà sfruttare un codice colore di tendenza (blu/rame) con un albero astratto triangolare, che sarà la sintesi geometrica della forma presente in natura.

Occorrerà selezionare il proprio assortimento, ipotizzando di esporlo durante le settimane oggetto della programmazione, in funzione del tipo di clientela, del proprio target di consumatori, della fascia prezzo, e accorpare tutti i prodotti legati a uno stile di vita (esempio negozio di abbigliamento), così da poter suggerire un’idea regalo legata a un’occasione speciale. Le immagini utilizzate dovranno essere coerenti con la propria offerta merceologica e con l’argomento della vetrina.

Si può suggerire anche una soluzione vetrina in cui un ipotetico consumatore in modalità smart working sta in realtà pensando a concedersi un week end di svago (la sua idea regalo) e pensa a cosa portare con sé in valigia (jeans, occhiali, scarpe comode, borsa a tracolla).

Oppure una proposta vetrina con l’immagine di una consumatrice raffinata in versione tempo libero che sta pensando di uscire con le amiche per andare a fare shopping.

L’uscita (regalarsi un po’ di tempo per sé) può essere facilmente adattata al settore degli accessori, della cosmesi, della profumeria o al settore alimentare (esco a prendere ciò che mi serve per preparare una cena con amore).

Le vetrine dovranno risultare chiare e leggibili (né troppo piene né troppo vuote), così da stimolare nei potenziali clienti nuovi desideri legati all’idea regalo. La costruzione dello spazio potrà variare in base alla loro tipologia (aperte, chiuse, semi chiuse), nel rispetto dei principi percettivi e delle dimensioni stesse delle vetrine.

Organizzare lo spazio nel migliore dei modi, ottimizzando tutta l’area espositiva, significa anche rispettare il valore di un vuoto, cercando di garantire la lettura del dato visivo attraverso la regola dell’equilibrio e dell’armonia compositiva.

Dovranno trasmettere un senso di ordine e armonia, risultare ben illuminate e con i prezzi esposti, magari con una grafica coordinata per colore o utilizzando un testo evocativo (non semplici prodotti, ma stimoli e suggerimenti legati all’idea regalo), pulite sia all’esterno (vetri) che al loro interno.

Per favorire gli ingressi sarà preferibile esporre in vetrina le referenze di maggior vendita (best seller) o quegli articoli fortemente connotati da un punto di vista dell’immagine (image maker), in grado di rafforzare il posizionamento del negozio.

Le vetrine dovranno essere sostituite (in parte o totalmente) in base alle vendite, all’ubicazione del negozio, al traffico di clientela, alle giacenze; dovranno trasmettere dinamismo fornendo al cliente stimoli, idee, non soltanto prodotti.

Una volta concluso il lavoro, si suggerisce di osservare dall’esterno l’allestimento, così da non trascurare nessun dettaglio compositivo.

Per eseguire perfettamente il rituale del dono occorrerà partire dall’allestimento di VETRINE in grado di stimolare l’attenzione e l’interesse del consumatore, garantendo però anche all’INTERNO dello spazio uno standard qualitativo all’altezza delle sue aspettative.

L’allestimento di eventuali vetrine interne, la gestione dei punti focali, delle pareti attrezzate, della cassa e dell’avan/cassa, saranno attività determinanti per garantire coerenza e qualità del servizio.

Anche la confezione regalo, che sarà approfondita in un articolo successivo, va letta e interpretata come se fosse la conclusione di un rituale dal sapore magico.

Un esempio pratico

Di seguito il caso relativo all’allestimento delle vetrine di Natale di una piccola erboristeria, situata in un centro storico di una cittadina di provincia.

Il negozio presenta due vetrine semi chiuse, di medie dimensioni, a fianco dell’ingresso; l’entrata arretra rispetto al percorso di traffico principale, creando una zona a imbuto.

Una terza vetrina si trova nella via adiacente, in una condizione di continuità.

La superficie interna del negozio è di medie dimensioni: un ambiente principale con cassa, retro cassa e pareti attrezzate con scaffalature e un ambiente secondario più ampio, destinato all’area vendita, con un tavolo centrale e attrezzature perimetrali (superficie 80 mq circa).

La gestione dell’attività commerciale è di tipo famigliare (bottega storica), la clientela fedele.

Dopo aver ripassato le attività da fare PRIMA di iniziare, è necessario organizzare il lavoro con metodo, per ottimizzare il tempo e gestire tutte le attività con efficienza, coinvolgendo i propri collaboratori.

Fonti:

[1] https://nrf.com/research-insights/holiday-data-and-trends/winter-holidays/winter-holiday-faqs

Fonti per le immagini: shutterstock.com

Manuale di riferimento

COLLANA LE BUSSOLE

IL NEGOZIO NELL’ERA DI INTERNET – 2A EDIZIONE

Internet sta modificando profondamente il contesto competitivo del commercio al dettaglio, esattamente come succede in tanti altri settori.

Sempre più consumatori comprano online, soprattutto i giovani, a volte anche dopo aver provato i prodotti in negozio.

L’utilizzo di internet in mobilità, inoltre, anche e soprattutto all’interno dei negozi, rappresenta una rivoluzione nella rivoluzione, tanto che alcuni immaginano un futuro dove tutti gli acquisti saranno fatti online, e pochi grandi negozi faranno da showroom per i giganti dell’online.

Confcommercio è, invece, tra coloro che credono che i negozi fisici hanno ancora un futuro.

Certo, dovranno inserirsi intelligentemente in questi mutamenti senza esserne travolti, anche imparando ad utilizzare le nuove tecnologie e le loro regole ma, soprattutto, sfruttando e potenziando alcune caratteristiche distintive che nessun player online potrà mai copiare, perché un negozio è lì, sulla strada, gestito da persone in carne ed ossa che vivono nella stessa comunità, sullo stesso territorio del cliente.

Comprare in un negozio di qualità è decisamente un’esperienza appagante, e una città senza negozi, gestiti da persone competenti e appassionate, sarebbe una enorme perdita in termini sociali e di qualità della vita.

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