Il fattore “tempo” al centro del cambiamento per chi consuma e chi distribuisce

5 Luglio 2021

Il fattore “tempo” al centro del cambiamento per chi consuma e chi distribuisce

I TEMPI DELLO SHOPPING

di Roberto Ravazzoni – UNIMORE

Come abbiamo visto nella prima parte di questo ciclo di webinar dedicati al dettaglio e al nuovo contesto di mercato in cui trova ad operare, il tempo, l’attenzione e la pazienza rappresentano tre risorse scarse per molti consumatori/responsabili d’acquisto.

In modo particolare, il tempo è da molti anni una potente variabile esplicativa di numerosi cambiamenti intervenuti dal lato della domanda e, di riflesso, poi anche nella struttura e nella configurazione dell’offerta commerciale.

 Sono diversi anni che si sottolinea come liberare tempo e facilitare gli spostamenti avrebbe contribuito a migliorare il nostro vivere quotidiano e forse anche la nostra propensione al consumo, visto che gli italiani si dicono letteralmente “schiacciati” dal tempo disponibile.

In realtà, gli italiani hanno un rapporto un po’ controverso con il loro tempo. E’ sufficiente porsi qualche domanda per capacitarsi dello stato dell’arte sul tema.

Utilizziamo intensamente le tecnologie time-saving e con il tempo così liberato cosa facciamo? Come lo reimpieghiamo?

Perché tanta esasperata e diffusa ricerca della velocità (a prescindere dall’utilità che ne può conseguire), facendo sempre più spesso molte (troppe) cose insieme? Qual è lo scopo?

In realtà, le tecnologie digitali, ma in generale tutte le soluzioni tecnologiche che liberano tempo, dovrebbero contribuire a migliorare la qualità della nostra vita quotidiana e ad aiutarci a ragionare di più e meglio nelle nostre attività professionali (e non solo).

Il tempo è certamente una risorsa scarsa ma non per questo deve diventare un’ossessione. Almeno non per chi acquista. Altrimenti si aggiunge una criticità in più per chi preseleziona e distribuisce.

Al riguardo, i dettaglianti italiani devono prestare molta attenzione all’impatto che potrebbe avere questa dinamica (perniciosa) sullo shopping dei beni di largo e generale consumo ma soprattutto sulle proposte a più alto contenuto personale, dove dovrebbero prevalere l’alto grado di coinvolgimento e la componente emozionale dell’acquisto.

Sono tematiche estremamente attuali: il consumatore contemporaneo vuole andare veloce, ma è disposto anche a rallentare, anche nella stessa occasione di acquisto, e a farsi coinvolgere in una sorta di “rappresentazione” a patto che sia originale, creativa, degna di interesse. Molto dipende dall’allestimento dell’offerta concepito dal dettagliante: l’economia dell’esperienza, rivista e corretta in chiave moderna e (quindi anche) digitale, può essere ancora un valido punto di riferimento per coinvolgere, efficacemente, il proprio consumatore-target.

TEMPO DI SCELTE PER IL RETAIL

di Lucio Lamberti – Politecnico di Milano

Il risparmio di tempo è un’ossessione. E’ uno dei modi di dire più triti, uno dei grandi fattori di successo dell’eCommerce, e in senso generale pare una sorta di mantra per qualunque operatore del commercio.

Ma siamo sicuri che esperienze di acquisto più rapide siano di per sé migliori di esperienze di acquisto più “lente”? Qualche anno fa, sugli smartphone di tutto il mondo furoreggiava un videogame che consisteva nel toccare per un milione di volte un uovo che, al milionesimo “tap” si apriva mostrando un messaggio che recitava, più o meno testualmente “tutto qui”. Centinaia di migliaia di persone si sono cimentate in questo gioco, pur sapendo che non aveva un senso in sé, né una ricompensa degna di questo nome.

Il tempo si misura in modo oggettivo, ma si percepisce in modo differente a seconda del contesto, del bisogno e della situazione. Siccome il marketing si occupa del sistema delle percezioni, in una prospettiva commerciale il tempo è una variabile almeno in parte soggettiva: “lenta” non è l’esperienza necessariamente lunga, ma quella che si dipana in un tempo maggiore di quello che chi la prova si aspetta. Ma se accettiamo questo principio, dobbiamo dedurre che “lento” e “veloce” altro non sono che misure della qualità, e non della quantità del tempo. Come a dire: se diamo tempo di qualità ai nostri interlocutori, i nostri interlocutori ci daranno volentieri tutto il tempo necessario a costruire un’esperienza di valore.

Un operatore del commercio, quindi, ha davanti a sé, almeno concettualmente, un bivio: da un lato, tagliare tutti i “tempi morti” della propria esperienza, focalizzandosi sull’efficienza; dall’altro, dare un significato al tempo lavorando in connessione con i bisogni del cliente. Nel webinar si parlerà di svariati casi di costruzione del valore con il tempo, e l’obiettivo è mettere sul tavolo un’idea: quella che se si legge bene il bisogno del cliente, il tempo diventa alleato, e forse è proprio in questo che risiede la chiave di affermazione dell’unicità del proprio esercizio commerciale in un mondo che va di corsa.

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COLLANA LE BUSSOLE

Il negozio nell’era di Internet – 2a edizione

Internet sta modificando profondamente il contesto competitivo del commercio al dettaglio, esattamente come succede in tanti altri settori. Sempre più consumatori comprano online, soprattutto i giovani, a volte anche dopo aver provato i prodotti in negozio. L’utilizzo di internet in mobilità, inoltre, anche e soprattutto all’interno dei negozi, rappresenta una rivoluzione nella rivoluzione, tanto che alcuni immaginano un futuro dove tutti gli acquisti saranno fatti online, e pochi grandi negozi faranno da showroom per i giganti dell’online.
Confcommercio è, invece, tra coloro che credono che i negozi fisici hanno ancora un futuro. Certo, dovranno inserirsi intelligentemente in questi mutamenti senza esserne travolti, anche imparando ad utilizzare le nuove tecnologie e le loro regole ma, soprattutto, sfruttando e potenziando alcune caratteristiche distintive che nessun player online potrà mai copiare, perché un negozio è lì, sulla strada, gestito da persone in carne ed ossa che vivono nella stessa comunità, sullo stesso territorio del cliente. Comprare in un negozio di qualità è decisamente un’esperienza appagante, e una città senza negozi, gestiti da persone competenti e appassionate, sarebbe una enorme perdita in termini sociali e di qualità della vita.



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